Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste. (Matteo 5:48)
La legge morale impone alla volontà dell’uomo di realizzare che egli è parte dei conflitti del mondo. Quando Gesù ci ammaestra ad essere perfetti, com’è “perfetto, il Padre nostro che è nei cieli”, non intende realmente affermare che il credente possa raggiungere la perfezione di Dio già in questa vita, ma desidera far comprendere che il non voler progredire è un regresso. Scegliere di non voler migliorare è come una non perfezione.
Da qui inizia il cammino verso la perfezione. Si deve cercare di ottimizzare il nostro comportamento perché solo così potremo perfezionare le nostre vite, i nostri rapporti, le nostre relazioni, sociali, coniugali.
Cristo Gesù passò attraverso la tempesta del martirio. Lui vinse l’odio, la calunnia, la menzogna, l’invidia, la malvagità dell’uomo, la cattiveria inaudita. Anche i discepoli dovranno superare tutto questo e perfezionarsi col cercare di vincere queste battaglie.
La perfezione è tendere a vincere quegli eventi che sbarrano il cammino o il sentiero cristiano. La vittoria si ottiene perfezionando le difese: la strada sulla quale dovrà sempre avanzare chi vuole vincere. Chi mira a ottimizzare le sue difese spirituali in preghiera accende la speranza e questa tiene viva la fede, che porta verso la via del perfezionamento.
V.D.




