Sei un anima vivente

Dio il SIGNORE formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente. (Genesi 2:7)

Questo verso spiega in modo inequivocabile la diversità di metodo usato da Dio stesso nel formare l’uomo, a differenza della altre creature create prima. Da analizzare tre fasi: la prima è la formazione; Dio formò, quindi c’è un atto non più a distanza, come nelle altre creazioni dove Dio diceva e le cose furono, ma personale, ravvicinato, intimo.

Come lo formò, con cosa? Ovviamente con le proprie mani usando la polvere della terra, come un vasaio che dalla terra cotta forma un vaso secondo la sua idea. E’ un atto intimo, personale, che innalza l’uomo al di sopra della altre creature.

La seconda fase è il riempimento; soffiò nelle narici dell’uomo appena formato un alito vitale. Altra affermazione che non troviamo scritta per le altre creazioni; per l’uomo viene riservato qualcosa di speciale che procedeva direttamente da Dio: il suo alito che dona vita.

Terza fase è la conseguenza degli atti che l’hanno preceduta, il risultato della plasmatura esterna ed il riempimento interno: l’uomo diviene un’anima vivente. Per vivente non si intende la vita terrena, quindi temporale, finita, bensì la vita eterna. Da qui la necessità dell’uomo ad analizzare bene la propria vita, non in riferimento alla durata della vita terrena, ma in riferimento a quella eterna,

D.G.

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