Vi era una volta una piccola cappella posta quasi in riva al mare, in una rientranza del terreno tra le dune. Durante molti anni, i pescatori dei dintorni vi si recavano regolarmente e si vegliava affinché la strada che vi conduceva fosse sempre sgombra dalla sabbia.
Ma, col passare del tempo, l’interesse della popolazione per quella cappella si indebolì. Si cessò di frequentare quella piccola casa di preghiera che rimase chiusa.
Le tempeste, che soffiavano dal mare, sollevarono dei turbini di sabbia, tanto che la cappella finì per essere ad un certo punto interamente ricoperta e oggi non si conosce neppure più con esattezza il luogo in cui è ubicata.
Chiunque invece ode queste parole e non le mette in pratica, sarà paragonato ad un uomo stolto, che ha edificato la sua casa sulla sabbia. Cadde poi la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa crollò e la sua rovina fu grande». (Matteo 7:26-27)
Quante persone che, nella loro giovinezza, avevano dichiarato di appartenere al Signore Gesù Cristo, si sono lasciate attirare da tutte le tentazioni che il mondo presenta, tanto che non è più neppure possibile conoscere se oggi sono o no dei credenti!
Senza averlo apertamente rinnegato, queste persone non sono attaccate a Cristo per seguirlo. La sabbia le ha soffocato perché hanno lasciato libero corso all’egoismo e alla ricerca dei propri interessi, piuttosto che curarsi di quelli di Dio.
Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada. (Ebrei 2:1)
Facciamo attenzione a non trascurare le cose eterne lasciandoci assorbire interamente da quelle che sono solo passeggere.




