Non temere se uno si arricchisce, se aumenta la gloria della sua casa. Perché, quando morrà, non porterà nulla con sé; la sua gloria non scenderà con lui. (Salmi 49:16-17)
Steve Jobs, ideatore della Apple, disse: “Essere il più ricco del cimitero non mi interessa. Andare a letto la notte sapendo di aver fatto qualcosa di meraviglioso: questo è quello che mi interessa”. Parole sagge quello di Steve, morto di tumore al pancreas nell’ottobre del 2011.
Esistono persone che invece amano arricchirsi a qualunque costo, anche in modo disonesto, senza pensare che nella tomba e nell’aldilà non porteranno né ricchezze, né gloria, né titolo. Si tratta di un comportamento compulsivo, maniacale, una dipendenza, come il gioco d’azzardo, la pornografia, la perversione, la droga. Tale bramosia non soddisferà mai il vuoto dell’anima.
Antoine Rivarol, scrittore e giornalista francese di fine ‘700 disse: Esistono uomini che dalla propria ricchezza ricavano solo la paura di perderla”. E’ un’illusione quindi pensare che la ricchezza possa appagarci. Solo quando ci riempiremo di eternità, saremo contenti di ciò che abbiamo.
Il grande fisico e matematico cristiano Blaise Pascal scrisse: “Nell’uomo c’è un vuoto che ha la forma di Dio”. Riempirlo con altro significa autocondannarsi all’infelicità.




