Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli che mi sono occulti. (Salmi 19:12)
Credo che per l’uomo amministrare la giustizia sia il compito più difficile e a volte più sommario che possa esistere. Tuttavia, è indispensabile che lo si faccia perché è un preciso ordine affidatoci da Dio per il bene comune.
Perciò chi resiste all’autorità si oppone all’ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna; infatti i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere l’autorità? Fa’ il bene e avrai la sua approvazione, perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male. (Romani 13:2-4)
Davide, l’autore di questo bel Salmo, era evidentemente consapevole dei limiti che abbiamo nel farci un’idea di giustizia, anche perché il suo termine di confronto non era la giustizia umana ma quella perfetta di Dio.
Chissà quanti errori e peccati commettiamo ogni giorno, senza neppure rendercene conto! Davide comunque sapeva che le perfezioni di Dio non si esauriscono con la Sua giustizia, ma sono espresse anche in amore e compassione. In Cristo, Dio ci ha aperto una fonte inesauribile per tutti i nostri peccati, noti e ignoti e quelli che non possiamo identificare.
“Cristo”, dirà l’apostolo Paolo in 1 Corinzi ” … è stato fatto per noi da Dio giustizia” (1:30) affinché la giustizia che possiamo presentare davanti a Dio non conosca le approssimazioni umane ma sia assolutamente perfetta solo per la fede in Cristo.




