Fede e opere

Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. (Efesini 2:8-10)

Qual è il rapporto fra fede e le opere?

Questa questione è stata al centro della Riforma del 16° secolo, ma già nel 5° secolo, Sant’Agostino si era opposto ad un certo Pelagio su quest’argomento. Dall’inizio del cristianesimo, l’apostolo Paolo ha dovuto resistere a coloro che volevano aggiungere alla fede l’obbligo di seguire la Legge di Mosè se si voleva essere accettati da Dio.

Siamo facilmente portati a pensare che, per meritare il favore di Dio, occorre fare qualcosa. Per alcuni sarà un pellegrinaggio, per altri delle preghiere o delle opere meritorie, oppure un impegno sociale.

Ma la Bibbia ci insegna che niente di tutto questo ci può rendere giusti davanti a Dio.

Noi Giudei di nascita, non stranieri peccatori, sappiamo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge, ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato. (Galati 2:15-16)

Non bisogna nemmeno pensare che per essere salvati occorre aggiungere le opere alla fede. Questo sarebbe dar fiducia alla grazia di Dio e nello stesso tempo anche alle nostre azioni. Ma Paolo insiste nel dire: “… l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge” (Romani 3:28).

D’altro lato è falso contrapporre la fede alle opere, perché è proprio la vera fede che produce delle opere che Dio può gradire, come un albero che produce i suoi frutti. Per questo è anche scritto che ” … la fede senza le opere non ha valore?” (Giacomo 2:20)

La fede riceve da Dio una salvezza perfetta e produce opere. Coloro che credono all’Evangelo non soltanto sono liberati dai loro peccati e hanno la salvezza, ma sono anche trasformati dalla grazia di Dio; e, poiché sono salvati, devono piacere a Colui che ha sacrificato la Sua vita per loro e che “vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1 Timoteo 2:4).

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *