È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. (Giovanni 6:63)
Dopo la moltiplicazione dei pani, la gente voleva proclamare Gesù re, ma Egli si ritirò sul monte a pregare. Il giorno dopo i giudei Lo cercarono con fervore, ma Gesù disse loro: “In verità, in verità vi dico che voi mi cercate non perché avete visto dei segni miracolosi, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati. Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha posto il proprio sigillo” (Giovanni 6:26-27); “Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò per la vita del mondo è la mia carne” (Giovanni 6:51).
Molti pensavano solo a riempirsi lo stomaco, e dunque rimasero delusi dalle Sue parole, si scandalizzarono e smisero di seguirlo.
Anche oggi, purtroppo, tante persone “seguono” Gesù in modo superficiale, quel tanto che fa comodo o soltanto per tradizione. Non basta ascoltare le Sue parole; bisogna accoglierle e assimilarle per fede. Come il pane sazia il nostro corpo, così le parole di Gesù danno vita e sazietà al nostro cuore. Pietro questo lo aveva capito quando disse a Gesù: “Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna!” (Giovanni 6:68)




