A me, il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare fra i gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, e di manifestare a tutti la partecipazione del mistero che dalle più antiche età è stato nascosto in Dio, il quale ha creato tutte le cose per mezzo di Gesù Cristo; affinché, per mezzo della chiesa, nel tempo presente sia manifestata ai principati e alle potestà, nei luoghi celesti, la multiforme sapienza di Dio, secondo il proponimento eterno che egli attuò in Cristo Gesù, nostro Signore, in cui abbiamo la libertà e l’accesso a Dio nella fiducia mediante la fede in lui. (Efesini 3:8-12)
Alfredo, un uomo di una certa età, di aspetto bonario, abiti consunti, sonnecchia sulla spiaggia. Poiché non può provare che possiede un domicilio e non ha su di sé il minimo di denaro che la legge esigerebbe, è condotto al Commissariato come vagabondo.
Alfredo suggerisce allora ai poliziotti di telefonare al suo notaio: egli manderà immediatamente un vaglia telegrafico. Si trattava forse di uno scherzo di dubbio gusto? Niente affatto! Prese le debite informazioni, si trattava di un plurimilionario, che lasciando villa e domestici, aveva scelto per un tempo la vita errante: era per lui un gioco inedito!
C’è chi fa il ricco e non ha nulla, e c’è chi fa il povero e ha grandi beni. (Proverbi 13:7)
Meglio questa ricerca della verità allo sfoggio talvolta odioso dell’opulenza. Sembra comunque di comprendere che quest’uomo condivideva ben poco le privazioni e le angosce dei veri indigenti, a cui esteriormente voleva rassomigliare. E’ soprattutto, questo signore, era ricco in vista di Dio?
Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?” Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio». (Luca 12:20-21)
Ma pensiamo a colui che, Creatore onnipotente, erede di tutte le cose, il Figlio stesso di Dio, pur essendo ricco, ha vissuto nella povertà per noi, affinché per la sua povertà noi fossimo arricchiti.
Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventar ricchi. (2 Corinzi 8:9)
Quale grazia, quale abbassamento! Se discende fino a noi, è per elevarci fino a Lui. Credere in Gesù il Salvatore, è veramente comprendere il Povero.
Beato chi ha cura del povero! Nel giorno della sventura il SIGNORE lo libererà. (Salmo 41:1)




