Il dio che annega?

Toukaram, un giovane indù, allevato nel rispetto dei falsi dei della sua religione, era appena stato ammesso come allievo alla scuola missionario della città vicina. Attraversando un piccolo corso d’acqua per recarvisi vede un affollamento di persone intente a tirare qualcosa fuori dall’acqua.

Sarà forse qualcuno che è annegato? Ma no, è un idolo in legno che è stato involontariamente fatto cadere nel corso d’acqua. Ora gli hanno arrotolato una corda attorno al collo perché non venga trasportato dalla corrente. Quali sforzi per salvare un dio che sta annegando!

Perciò quanto al mangiare le cose sacrificate agli idoli, noi sappiamo che l’idolo non è nulla nel mondo; e che non vi è alcun altro Dio, se non uno solo. E infatti, anche se vi sono i cosiddetti dèi sia in cielo che in terra (come vi sono molti dèi e molti signori), per noi c’è un solo Dio, il Padre dal quale sono tutte le cose e noi in lui; e un solo Signore, Gesù Cristo, per mezzo del quale sono tutte le cose, e noi esistiamo per mezzo di lui. (1Corinzi 8:4-6)

Giunto a scuola. Toukaram racconta la scena ai suoi nuovi compagni di classe:

“Che strano dio, gli dicono, non può né salvare se stesso né dire grazie a quelli che l’aiutano. E’ un dio morto! Noi conosciamo un Dio vivente!”

– Come si chiama?
– L’Eterno, l’Onnipotente; Egli è il nostro Padre.
– Dove abita?
– E’ dovunque presente: vede tutto e ode tutto”.

Toukaram ascolta e riflette. A poco a poco, impara a conoscere questo Dio unico che ha dato il suo Figlio per salvare i peccatori. Un giorno egli dichiara davanti a tutta la scuola di avere trovato la fede nel Dio vivente e nel suo figlio Gesù.

Oltre agli idoli di pietra o di legno che ancora oggi rappresentano le varie religioni, il nostro secolo materialista, ha accentuato ancora di più forme di idolatria come: il denaro, la gloria, il potere, la droga, lo spiritismo, il sesso, lo sport, la politica, la musica, il cinema…

L’apostolo Giovanni termina la sua prima Epistola con queste parole: Figlioletti, guardatevi dagli idoli. (1 Giovanni 5:21)

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