Il suo ingresso nel mondo

La mangiatoia in cui Cristo fu coricato alla sua nascita esprime in modo eloquente l’egoismo e la durezza del mondo in cui prendeva posto. Per la povera gente non c’era posto nell’albergo.

Anche se sono viaggiatori stanchi e la giovane donna è sul punto di partorire, poco importa, non c’è posto. Se ne sarebbe trovato, certamente, per ospiti importanti.

Ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, e lo fasciò e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. (Luca 2:7)

Indubbiamente, la gente di Betlemme non sapeva niente della dignità di colui che stava per nascere. La società umana doveva essere ben tristemente sconvolta perché dei discendenti di Davide, come lo erano Davide e Maria, fossero ridotti a quel punto!

Ma, da parte del figlio di Dio che faceva il suo ingresso in questo mondo, che umiltà. E’ colui che non solo non ha rivendicato i suoi diritti, ma si è subito messo in un posto tale che il più sprovveduto di tutti gli umani lo potesse trovare. Lui, il potente e il ricco, ha voluto essere il povero.

Niente potrebbe mettere meglio in evidenza la grazia di Dio! Qui tutto è in contrasto assoluto con i principi che governano questo mondo dove ognuno pensa solo a superare il suo vicino.

E’ verso quel fanciullo coricato in una mangiatoia che, oggi come un tempo, sono rivolti i nostri cuori per riconoscere colui che gli angeli indicavano quella notte ai pastori come “il Cristo, il Signore”

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