Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Osservate gli uccelli del cielo: essi non seminano, non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un sol cubito?
Perché siete in ansietà intorno al vestire? Considerate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico, che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste in questa maniera l’erba dei campi, che oggi è e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, o uomini di poca fede? Non siate dunque in ansietà, dicendo: “Che mangeremo, o che berremo, o di che ci vestiremo?”. Poiché sono i gentili quelli che cercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. (Matteo 6:25-33)
Stare in ansia presuppone che Dio non sia capace di avere cura dei suoi figli, quando invece nutre gli uccelli e veste i fiori dei campi. E’ dimenticare quello che la Sua Parola ci invita a fare.
Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli v’innalzi al tempo opportuno, gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi. (1 Pietro 5:7)
Il preoccuparsi lascia suppore che Dio non s’interessa dei nostri problemi. Invece egli sa benissimo di che cosa abbiamo bisogno. Non è forse Lui che fa sorgere il sole o fa cadere la pioggia su tutta l’umanità?
Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. (Matteo 5:44-45)
Stare in ansia è fare come se Dio non ci amasse e non volesse soddisfare i bisogni dei suoi figli. Ma egli è il Salvatore di tutti gli uomini, dobbiamo solo fidarci di Lui.
Per questo infatti ci affatichiamo e siamo vituperati, poiché abbiamo sperato nel Dio vivente, il quale è il Salvatore di tutti gli uomini e principalmente dei credenti. (1 Timoteo 4:10)
E l’avvenire? Dovremmo preoccuparci per i prossimi giorni? Gesù ci consiglia di non essere in ansia per il domani.
Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo. Basta a ciascun giorno il suo affanno». (Matteo 6:34)
Stiamo in guardia anche contro le preoccupazioni di oggi. Siamo soggetti allo stress, all’ansia, che deriva dal fatto che ci si occupa troppo dei problemi del momento e degli affari del mondo.
E quello che ha ricevuto il seme fra le spine è colui che ode la parola, ma le sollecitudini di questo mondo e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola; ed essa diviene infruttuosa. (Matteo 13:22)
Il rimedio, è essere piuttosto occupati dalle “cose di lassù”, le uniche che hanno veramente importanza, perché sono eterne.
Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra, perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. (Colossesi 3:1-3)




