Per un certo periodo, l’acqua corrente della città di Orano, in Algeria, aveva un forte sapore di sale. Nondimeno era utilizzata per tutti gli usi. Alcuni venditori ambulanti, nelle strade, offrivano sì un po d’acqua dolce nei recipienti; ma alla fine tutti si adattavano all’acqua salata. La usavano anche per fare il caffè!
Fino al 27 Luglio 1952. Quel giorno, finalmente la città fu alimentata da acqua dolce. Molti cittadini si riunirono per festeggiare l’avvenimento bevendo anice… all’acqua dolce.
Eppure, sai cosa accadde in seguito? Alcuni oranesi, per abitudine, continuavano a prepararsi il caffè con acqua salata! Trovavano l’acqua dolce… troppo dolce e non riuscivano ad abituarsi!
Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne rotte, che non tengono l’acqua. (Geremia 2:13)
Facciamo una piccola applicazione spirituale a questo episodio. L’acqua salata suggerisce il sapore salmastro di tutto quello che il mondo porta e a cui l’uomo si abitua. L’acqua dolce ci fa pensare all’acqua che sorge in vita eterna, quella che ci propone Gesù Cristo.
Gesù rispose e le disse: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell’acqua viva». (Giovanni 4:10)
Allora, se un giorno abbiamo scoperto che Lui dà delle risposte esaurienti alle nostre domande, che ci colma della sua gioia, della sua pace, delle sue consolazioni e della sua forza, rispondendo ai nostri bisogni più profondi, vorremmo ritornare a delle sorgenti che non dissetano? Sarebbe, naturalmente cosa insensata.
Or nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù si alzò in piedi ed esclamò dicendo: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. (Giovanni 7:37)
Attingiamo dunque nella Bibbia l’acqua viva della felicità. Leggiamola, meditiamola, crediamola: non avremo mai più sete.
Gesù rispose e le disse: «Chiunque beve di quest’acqua, avrà ancora sete, ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che zampilla in vita eterna». (Giovanni 4:13-14)




