Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno», e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. (Salmo 32:5)
Se non vi è una capitolazione totale… avremo terrore, eviteremo i nostri simili, non saremo felici… e, poi, davanti a Dio?
Certi uomini che hanno commesso delle gravi mancanze, riescono in dati momenti, il che è raro, a rientrare, come si dice, sulla retta via. Altri invece riescono a nascondere tutto il loro passato, però essi sono continuamente ossessionati al ricordo lancinante del dramma che si è svolto in un momento d’impeto e di debolezza.
Si racconta di un tale che si è costituito per un delitto commesso 23 anni prima, e al quale il giudice istruttore diceva:
“Ma io non capisco perché vi siete denunciato. E’ da tempo che vivete da queste parti e godete la stima di tutta la popolazione. Avete anche una gran famiglia e altrettanta responsabilità verso la moglie e i figli…”.
E’ l’altro:
“Ogni volta che mi trovo in città e qualcuno passando mi sfiora il gomito, sobbalzo di paura e temo che una guardia mi dica: seguitemi, vi arresto per omicidio. Da 23 anni vivo un inferno!…”




