Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. (Filippesi 2:5-8)
La venuta di Dio in terra, l’incarnazione del “Logos” divino, fatto uomo ma uguale al Padre e della stessa natura: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio” (Giovanni 1:1), fu l’avvenimento centrale e più importante di tutta la storia dell’umanità.
Ogni descrizione delle sofferenze incontrate da quell’Uomo perfetto che si fece carico delle nostre colpe, ogni tentativo di paragonare o d’illustrazione è praticamente impossibile perché non si tratta delle sofferenze di un normale “uomo”.
Dio, nella seconda Persona della Trinità, scelse di abbandonare la gloria del cielo, la Sua posizione di dominio e di signoria su tutto il creato visibile e invisibile; decise di rinunciare per un tempo a vivere nella beatitudine e nell’immortalità, per umiliarsi venendo come un uomo fra gli uomini. Lo fece non per necessità propria, ma per venire incontro a noi; si è chinato sulle miserie umane, si è abbassato al nostro livello, ci ha compresi e amati.
Come uomo non volle rivestire un ruolo di successo e di potere, non visse in splendide dimore circondato da sudditi e servitori, non godette di agi e comodità, ma ebbe per culla una mangiatoia e visse senza una casa dove rifugiarsi e riposare.
Mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: «Io ti seguirò dovunque andrai». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». (Luca 9:57-58)
Poi, come letto di morte gli fu data una croce! Tutta la Sua esistenza terrena fu caratterizzata dal servizio verso l’umanità, nella fatica e nella sofferenza.
Perché questo? Per salvare noi, esseri perduti e destinati all’inferno! Conosci qualcun altro disposto a tanto? Disposto alla più grande rinuncia, al totale annientamento, all’abbandono di ogni diritto per amore tuo? Gesù lo ha fatto diventando l’ultimo degli uomini, fino alla condanna a morte e al supplizio alla croce. L’ha fatto per noi tutti!




