Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo; la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa: «Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo». (Ebrei 12:25-26)
Ascoltare vuol dire prestare orecchio, stare a sentire, udire con attenzione. Tante volte, però, abbiamo ascoltato senza impegnarci nel capire. Quando le parole diventano troppe e il discorso tende ad annoiare è solo il nostro orecchio a recepire un’infinità di suoni, senza che questi si soffermino nella nostra mente, senza che lascino traccia nella nostra memoria.
Lo sguardo può sembrare attento, ma la mente sta già vagando altrove, altri pensieri, altri progetti, altre memorie prendono il posto delle parole che qualcuno ci sta rivolgendo.
E come ci comportiamo nei confronti del nostro Signore? Ascoltiamo soltanto con il nostro orecchio le Sue Parole o le imprimiamo a fondo nel nostro cuore? Dio parla attraverso molti modi e attraverso molte persone. Anche oggi sta parlando a te in questo modo.
Sei disposto ad ascoltare? Sei disposto a porre attenzione al Suo dire? Egli ti sta indicando la strada per la quale devi camminare, il sentiero che deve intraprendere, gli atteggiamenti che devi adottare. Stai ascoltando? Preghiamo il Signore affinché il nostro orecchio, la nostra intelligenza, il nostro cuore siano sincronizzati all’udire le dolci parole del nostro Creatore.




