Aspettare il Signore

L’anima mia attende il Signore, più che le guardie il mattino, sì, più che le guardie il mattino. (Salmo 130:6)

Ci sono diversi modi per aspettare:

  • se aspetto l’ora di un appuntamento, guardo di continuo l’orologio, per non arrivare in ritardo;
  • se aspetto un avvenimento annunciato, sia esse felice o triste, sono in tensione per la gioia o per l’ansia;
  • se aspetto una persona amata, la mia gioia aumenta man mano che il tempo passa.

L’autore del Salmo 30 aspetta una persona amata, non un avvenimento. Ecco perché può dire che la sua attesa è più viva di quella delle sentinelle all’avvicinarsi del mattino.

Non è un’attesa passiva, tutta la sua persona vigila. Quest’attesa si fonda sulla parola del Signore. La speranza che la tiene viva ha una solida base: sono le promesse di un Dio fedele.

E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi. (Giovanni 14:3)

Il nostro Signore ha promesso ai suoi di ritornare, ma non ha fissato una data. Egli ha ripetuto questa promessa dicendo per tre volte nel libro dell’Apocalisse: “Si, vengo presto”, cioè non tarderò.

Ed ecco che sono passati duemila anni!

L’apostolo Pietro dice:

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento. (2 Pietro 3:9)

In che modo lo aspettiamo? Aspettiamo l’avvenimento, e quindi la nostra liberazione? O, ancora meglio, aspettiamo Colui che amiamo e che siamo impazienti di vedere e adorare?

Ma ora, o Signore, che aspetto? La mia speranza è in te. (Salmo 39:7)

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