Avvertimenti da prendere sul serio

Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo; la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa: «Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo». (Ebrei 12:25-26)

Sono in automobile; viaggio ad una velocità appena superiore al limite prescritto. In senso opposto alcune vetture mi fanno segnali coi fari abbaglianti. Tolgo per qualche secondo il piede dall’acceleratore, e buon per me: circa due chilometri dopo, ecco la vettura della polizia stradale parcheggiata al bordo della strada!

Così il timore dell’autovelox o dell’incidente ci richiama continuamente all’ordine e alla prudenza. La vita, in società, non sarebbe concepita senza i limiti e gli avvertimenti che ad ogni istante ci ricordano quali sono i limiti della nostra libertà e della nostra sicurezza. Senza i cartelli stradali, per esempio, la circolazione non sarebbe possibile.

Ma, cosa strana, gli avvertimenti di Dio sono i soli che la gente non prende sul serio! Dio merita forse meno dell’uomo di essere creduto e ubbidito? Ovvero, poiché le conseguenze delle nostre infrazioni alla Sua legge non sono immediate, ci immaginiamo forse che esse non saranno punite?

Siccome la sentenza contro un’azione cattiva non si esegue prontamente, il cuore dei figli degli uomini è pieno della voglia di fare il male. (Ecclesiaste 8:11)

Ci crediamo capaci di distinguere da soli ciò che è bene da ciò che è male, ciò che conduce al cielo da ciò che ce ne allontana! Quante persone, molto prudenti per quanto concerne le cose della terra, mostrano in questo campo una totale incoscienza?

La via che conduce al cielo ha anch’essa i suoi cartelli indicatori; non rispettarli significa non giungere mai a destinazione. La Parola di Dio è la nostra guida infallibile. Prendiamone dunque conoscenza e teniamone conto!

La sapienza grida per le vie, fa sentire la sua voce per le piazze;  essa chiama nei luoghi affollati e pronuncia i suoi discorsi all’ingresso delle porte in città: «Fino a quando, o semplici, amerete la semplicioneria, e gli schernitori prenderanno gusto a schernire e gli stolti avranno in odio la conoscenza? Volgetevi alla mia riprensione; ecco, io verserò il mio Spirito su di voi e vi farò conoscere le mie parole. Poiché ho chiamato e voi avete rifiutato, ho steso la mia mano e nessuno vi ha fatto attenzione, anzi avete respinto ogni mio consiglio e non avete accettato la mia correzione, anch’io riderò della vostra sventura, mi farò beffe quando verrà ciò che temete, quando ciò che temete verrà come una tempesta, e la vostra sventura arriverà come un uragano, quando verranno su di voi l’avversità e l’angoscia. Allora essi grideranno a me, ma io non risponderò, mi cercheranno con premura, ma non mi troveranno. Poiché hanno odiato la conoscenza e non hanno scelto il timore dell’Eterno, non hanno voluto accettare il mio consiglio e hanno disprezzato ogni mia riprensione. Perciò si ciberanno del frutto della loro condotta e si sazieranno dei loro propri consigli. Poiché lo sviamento dei semplici li uccide e la falsa tranquillità degli stolti li fa perire; ma chi mi ascolta abiterà al sicuro, sarà veramente tranquillo, senza paura di alcun male». (Proverbi 1:20-33)

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