Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare colui che parla dal cielo, la cui voce scosse allora la terra, ma che ora ha fatto questa promessa, dicendo: «Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo». (Ebrei 12:25-26)
Guglielmo Burton, missionario nello Zaire, racconta che cosa gli era capitato quando aveva ricevuto ospitalità in un villaggio sperduto nella foresta.
Quella notte, per molto tempo, fu tenuto sveglio da furiosi latrati. Tentò di far tacere i cani, ma invano. Il giorno seguente, mentre raccontava alla gente del villaggio di essere stato disturbato nel sonno, gli dissero che dei leoni erano arrivati fin vicino alla casa. Si potevano vedere le loro orme nelle vicinanze della capanna dove lui aveva dormito.
Dopo qualche tempo, raccontando quell’incidente, il missionario aggiungeva:
“I cani avevano fatto del loro meglio per avvertirci del pericolo, e io, come un insensato, tentavo di farli tacere. Anche le persone che oggi ci rimproverano perché parliamo loro dell’inferno, forse un giorno ci ringrazieranno. Continuiamo dunque ad avvertire”.
La Bibbia non è essenzialmente un messaggio di minaccia. E’ la buona notizia della pace e della vita, offerta da Dio a tutti quelli che vengono a lui con fiducia e riconoscendo le loro colpe.
Ecco, tu sei per loro come una canzone d’amore di uno che ha una bella voce e sa suonare bene uno strumento; essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica. (Ezechiele 33:32)
Ma se rifiutiamo quest’offerta gratuita, conosceremo l’infelicità e i rimpianti eterni. L’importante è credere quello che Dio dice nella Bibbia, accettare la buona notizia della pace che Gesù Cristo ci annunzia.
Riconosciamo dunque il nostro stato di perdizione morale davanti a Dio, e riceviamo Gesù come colui che ci ha cercati e salvati perché ci ama. Allora ci saranno felici conseguenze nella nostra vita.



