Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c’è nessuno che faccia il bene, neppure uno. (Salmi 53:3)
Come sapere che cos’è il bene e che cos’è il male? Quel è il punto di riferimento? Chi ha autorità per decidere che cosa è bene e che cosa è male?
I ragionamenti umani non sono utili a questo riguardo, anzi, sono fuorvianti. Dio dichiara:
Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro! (Isaia 5:20)
E’ Dio che di ha dato la coscienza per farci capaci di discernere il bene e il male. Ma questa coscienza ha bisogno di un riferimento: la Bibbia, che è la Parola di Dio. Gesù dice che essa è la verità.
Santificali nella verità: la tua parola è verità. (Giovanni 17:17)
Essa solo mette in contrasto senza equivoco ciò che è il bene e ciò che è il male. Essa è il punto di riferimento universale e immutabile! Purtroppo il cuore dell’uomo e pieno ha voglia di fare il male.
Siccome la sentenza contro un’azione cattiva non si esegue prontamente, il cuore dei figli degli uomini è pieno della voglia di fare il male. (Ecclesiaste 8:11)
Egli non ascolta volentieri la sua coscienza che lo avverte e, a forza di non ascoltarla, essa s’indurisce. Ma Dio non si tanca di invitare l’uomo ad ascoltarlo e a ubbidirgli.
Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e la vostra anima vivrà; e io stabilirò con voi un patto eterno, secondo le grazie stabili promesse a Davide. (Isaia 55:3)
Leggiamo la Parola di Dio, ascoltiamo i suoi insegnamenti; impareremo a discernere il bene e il male; e fuggiremo il male e praticheremo il bene, e avremo giorni felici.
Infatti «chi vuole amare la vita e vedere dei buoni giorni, trattenga la sua bocca dal male e le sue labbra dal parlare con inganno; si ritragga dal male e faccia il bene, cerchi la pace e la persegua, perché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alla loro preghiera, ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male». (1 Pietro 3:10-12)



