E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita etera. (Giovanni 3:14-15)
In questo versetto Gesù annuncia la sua morte con queste parole: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato”. Sì, Gesù stava per essere innalzato su una croce per lasciarvi la vita. Doveva conoscere le sofferenze della croce e l’onta della morte di un malfattore.
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»), affinché la benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù, e ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso. (Galati 3:13-14)
Un tempo, del deserto, quando i serpenti mordevano mortalmente gli Ebrei, Mosè aveva rizzato un’asta dove era appeso un serpente di rame, perché potessero essere salvati tutti quelli che erano morsi. Come? Dovevano solo guardare al serpente di rame fissato sull’asta! Questa è una figura della croce.
Poi gli Israeliti partirono dal monte Or, andarono verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; durante il viaggio il popolo si perse d’animo. Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, e disse: «Perché ci avete fatti salire fuori d’Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c’è né pane né acqua, e siamo nauseati di questo cibo tanto leggero». Allora il SIGNORE mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e gran numero d’Israeliti morirono. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il SIGNORE e contro di te; prega il SIGNORE che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo. Il SIGNORE disse a Mosè: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un’asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un’asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. (Numeri 21:9)
Tutti siamo colpiti dalla ferita mortale del peccato. Per ottenere la vita eterna, basta credere al Signore Gesù crocifisso. E’ sufficiente un solo sguardo della fede diretto a Colui che Dio dà per la nostra salvezza. Non si tratta di fare delle opere, neppure di guardare a noi stessi, ai nostri sentimenti. Non sono gli altri, non è la Chiesa, che possono salvarci dalla morte eterna. Bisogna credere al Signore Gesù, ognuno personalmente.
Gesù è morto per darci la vita. Ora Egli vive e ha cura, eternamente, di tutti quelli che hanno posto la loro fiducia in lui. Lo conosci questo amico fedele?



