Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:11-13)
Da alcuni mesi Roberto ed Anna hanno interesse per l’Evangelo. Assistono a riunioni cristiane e leggono la Bibbia. Col passare del tempo, capiscono che è necessario prendere una decisione.
Roberto accetta per primo l’Evangelo. Anna esita, si preoccupa; teme le conseguenze. Chiede: “Dovrò perdere tutti i miei amici? Dopo un po’ di tempo, sente ancora una volta la chiamata del Signore, e finalmente diventa una vera cristiana.
Questo timore di perdere un’amicizia, un impiego, un passatempo preferito, può essere un ostacolo reale per venire a Gesù.
La tua vita sarà sconvolta?
Ragionare così significa far male i propri calcoli. Il Signore non desidera impoverirci; anzi, vuole arricchirci di se stesso.
Per questo ci chiede innanzi tutto di riceverlo come nostro Salvatore e Maestro. In seguito ci guida con saggezza e pazienza sulla retta via della fede. Ci indica quello che dobbiamo abbandonare per lui, e ci dà la forza necessaria per farlo.
Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. (Salmi 23:3)
Spesso ci aiuta attraverso circostanze particolari che Egli permette. Alle volte proviamo la sofferenza, ma dobbiamo sapere che essa sarà seguita da una pace profonda.
Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo. (Giovanni 16:33)



