Che avvenire?

E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate. (Apocalisse 21:4)

Guerre, genocidi, carestie, epidemie… questi flagelli dell’umanità scompariranno un giorno? Forse pensiamo che arriverà il giorno in cui ci sarà stabilità, giustizia e prosperità per tutti?

Quante persone hanno accettato il sacrificio dei loro sforzi, delle loro risorse ed anche della loro vita, in vista di stabilire un avvenire migliore! Tutto è stato sciupato inutilmente. Eppure persiste l’illusione che “il giorno di domani sarà come questo, anzi sarà più grandioso!”

«Venite», dicono, «prenderò del vino e ci ubriacheremo di bevande inebrianti; domani sarà come oggi, anzi molto meglio». (Isaia 56:12)

Dopo innumerevoli tentativi per migliorare le relazioni umane, con trattati internazionali, legislazione, educazione, influenze morali o culturali, si è insediato un sentimento crescente d’insicurezza.

Questo perché il degrado della nostra società provoca una certa angoscia in un gran numero di persone. Consideriamo il mondo sotto il suo aspetto sociale, politico o morale, tutto denota un abbandono progressivo dei valori, che davano a ciascuno un sentimento di sicurezza.

Le uniche indicazioni sicure quanto al futuro ci sono date nella Bibbia, il libro di Colui che sta al di fuori del tempo. E’ il credente che conosce questo libro sa che il male si svilupperà in un mondo senza Dio, ma che tutti gli avvenimenti approderanno al compimento finale dei piani divini. In altre parole, allo stabilimento del regno universale del Figlio di Dio, Gesù Cristo.

Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abita la giustizia. (2 Pietro 3:13)

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *