Che diritti abbiamo davanti a Dio?

Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere. (Tito 2:11-14)

Si insiste sul diritto alla casa, al lavoro, alla salute … Nella nostra società si ribadiscono con forza i diritti di ogni cittadino, e tante generose e ammirevoli iniziative vengono intraprese per alleviare le miserie sparse nel mondo.

Ma davanti a Dio quali diritti possiamo fare valere? Egli è il nostro Creatore, ma lo disonoriamo gravemente coi nostri peccati. Non abbiamo alcun diritto davanti a Lui; non il diritto di vivere – in quanto “il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23) – né il diritto alla Sua stima, perché per natura siamo Suoi nemici.

La grazia di Dio, però, vuole donarci le cose che nessuno di noi meriterebbe, a patto che mettiamo completamente da parte ogni nostra pretesa. Dio afferma che tutti hanno peccato e hanno bisogno di essere salvati, e che nessuno può accostarsi a Lui per i propri meriti. Dio riceve il peccatore in virtù della Sua grazia, quella grazia che ha la più grande manifestazione nel dono di Gesù come nostro Salvatore.

In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l’espiazione per i nostri peccati. (1 Giovanni 4:10)

Abbandoniamo dunque ogni pretesa e confidiamo nella salvezza che Egli offre gratuitamente a tutti quelli che credono.

La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:9-13)

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