Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. (Giovanni 4:23)
Il principio stesso della maggior parte delle religioni consiste in opere e cerimonie che bisogna compiere obbligatoriamente per placare l’Essere supremo o soddisfare la sua giustizia. Persino i pagani portano delle offerte ai loro idoli nell’intento di renderseli favorevoli.
Ma non è per tali ragioni interessate che i veri credenti rendono culto a Dio Padre e al suo Figlio Gesù Cristo. Non adorano per essere salvati, protetti o liberati, ma perché lo sono già.
Da soli non possiamo fare nulla per la nostra salvezza, né amare Dio, né piacergli, né ubbidirgli. Allora è lui che ha fatto tutto, dandoci un Salvatore.
L’adorazione e il servizio che siamo tenuti a rendere a Dio è semplicemente l’espressione della nostra riconoscenza, l’occasione di ringraziarlo e celebrare la sua grandezza. Una differenza fondamentale tra il vero culto e ciò che s’intende generalmente per religione.
L’uomo vuole fare e portare qualcosa, e pensa che Dio ne terrà conto perdonandolo e occupandosi di lui. Invece è Dio che ha cominciato con l’offrire la sua grazia e noi non dobbiamo fare altro che accettarla e ringraziarlo.
Il nostro amore, che si esprime in lode, devozione e impegno per lui, non è altro che la giusta risposta al suo amore.
Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo. (1 Giovanni 4:19)
Naturalmente questa riconoscenza si deve esprimere anche vivendo una vita che lo onori.
Poiché io non parlai ai vostri padri e non diedi loro alcun ordine, quando li feci uscire dal paese d’Egitto, riguardo agli olocausti e sacrifici; ma questo comandai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro DIO e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie che vi ho comandato, perché siate felici”. (Geremia 7:22-23)




