Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù. Poi tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento. (Luca 23:55-56)
Ti sei mai trovato a costatare quella linea sottile che separa la vita e la morte? Sei mai stato di notte accanto ad un letto d’ospedale ad assistere una persona cara attaccata a macchinari che cercano di tenere in vita quel corpo ormai inerte? Hai mai provato smarrimento guardando una bara dentro cui c’è qualcuno che non ti saresti mai aspettato di vedere lì?
Se ti è capitato, ti sarai reso conto quanto incuta spavento il fondo del baratro … Per la maggioranza delle persone la fine della vita è senza speranza, e si odono spesso quelle dolorose domande: “Perché proprio a me? A che scopo?”, senza che nessuno ottenga risposta.
Ma il Signore, e Lui solo, può dare una consolante risposta, come ha fatto alla risurrezione di Lazzaro, Marta, la sorella di Lazzaro, gli dice: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» (Giovanni 11:25-26)
Detto questo, il Signore gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» (Giovanni 11:43). E il morto uscì. Lazzaro poi è morto, e forse sulla sua tomba, come su molte altre, avranno scritto: “qui giace … “.
Anche il Signore Gesù, dopo la crocifissione, è stato messo in un sepolcro; ma quando delle donne vanno per ungere con gli aromi il Suo corpo, il sepolcro era vuoto. Ed ecco allora il messaggio di speranza dato direttamente dagli angeli: “Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva” (Matteo 28:6). Gesù è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.
Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto come giustizia, ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. (Romani 4:23-25)



