Una mamma, rispondendo alle domande della figlioletta a proposito della morte del padre, le spiegò: “Dio è venuto a prenderlo, Nadia, e un giorno verrà anche a prendere te e me, ma non sappiamo quando“.
La bambina rifletté: “Mamma, se non sappiamo quando il Signore verrà a prenderci, forse non saremo pronte. Dovremmo cominciare a preparare i bagagli”.
In un certo senso, la piccina aveva ragione. Conferma le parole del profeta.
Perciò così farò a te, o Israele; e perché io farò questo a te, preparati, o Israele, a incontrare il tuo DIO. (Amos 4:12)
Due avvenimenti sono suscettibili d’interrompere in qualsiasi momento la nostra vita terrena: la morte e la venuta del Signore per rapire la sua Chiesa. L’uno o l’altro possono accadere in ogni momento.
La mietitura è passata, l’estate è finita e noi non siamo salvati. (Geremia 8:20)
Un’altra bambina, pochi giorni prima di morire, all’età di tre anni, si era presentata alla mamma portando in braccio le sue bambole tutte ben vestite: “Dova vai, Anna? – “Sono pronta, mamma, per andare dal Signore Gesù”.
E noi, siamo preparati per incontrare Dio? In che cosa consiste questa preparazione? Se facciamo la domanda ai nostri conoscenti, otterremo certamente delle risposte molto diverse. Ma cosa dice la Parola di Dio?
Ora, essendo suoi collaboratori, vi esortiamo a non ricevere invano la grazia di Dio, perché egli dice: «Io ti ho esaudito nel tempo accettevole e ti ho soccorso nel giorno della salvezza». Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza. (2 Corinzi 6:1-2)
Ci invita ad andare a Gesù, l’unico intermediario tra Dio e l’uomo, a confessargli il nostro passato così come è, poi ad affidargli il nostro futuro eterno.




