Confrontati con il Signore

L’uno gridava all’altro e diceva: «Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!» (Isaia 6:3)

Quante volte facciamo l’errore di confrontarci con i nostri simili per notare i loro errori, le lacune del loro carattere e i loro difetti, soltanto per giustificare le nostre mancanze e limitazioni. E’ un esercizio pericoloso: sicuramente non ci aiuta a migliorare.

Il profeta Isaia, in un preciso giorno, ebbe una visione gloriosa di Dio. Egli, davanti al Signore, non poté che confessare: «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!» (Isaia 6:5).

Questo avviene anche a noi quando “vediamo” Dio: è come se un fascio di luce fendesse il nostro cuore ottenebrato e, come in una stanza buia attraversata da un raggio di sole, il pulviscolo del nostro peccato è subito rivelato. Senza quella luce, tutto può sembrare pulito, ma appena siamo illuminati dalla presenza di Dio e dalla Sua Parola riusciamo a scorgere quel peccato che prima non vedevamo.

Quando la luce di Cristo illumina il buio della nostra vita, essa manifesta il nostro peccato, non per scoraggiarci, ma perché possiamo umilmente confessare la condizione del nostro cuore ed essere toccati e purificati da Lui.

Il Signore ascolta ogni nostra invocazione per salvarci. Non invierà un serafino, ma ha già mandato Gesù per rassicurarci: «Ecco, questo ti ha toccato le labbra, la tua iniquità è tolta e il tuo peccato è espiato» (Isaia 6:7).

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