Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi. Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. (Romani 5:6-10)
Un cristiano si lamentava sempre di non ricevere amore fraterno nella chiesa che frequentava. Dagli altri ci aspettiamo sempre molto, senza pensare a quello che noi dobbiamo a loro.
Dio non ha agito così verso di noi: ci ha amati anche quando noi, peccatori e suoi nemici, eravamo senza forza per avvicinarci a Lui. Gesù, inchiodato alla croce e ingiuriato dalla folla, ha chiesto al Padre: “Perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34).
Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. (1 Giovanni 4:19)
Sia Lui il nostro modello, affinché possiamo essere noi i primi a manifestare amore verso gli altri, anche quando è difficile, quando ci sentiamo ignorati o, peggio ancora, aggrediti. E questo è indispensabile per far scaturire dal cuore di un fratello o di una sorella dei sentimenti amorevoli in contraccambio.
Se anche tutto il nostro impegno no sortisse alcun affetto, non scoraggiamoci. Questo debito d’amore è il Signore che ce l’ha dato, ed è nei Suoi confronti che ne siamo responsabili. L’apostolo Paolo l’aveva compreso bene, quando scriveva: “E io molto volentieri spenderò e sacrificherò me stesso per voi. Se io vi amo tanto, devo essere da voi amato di meno?” (2 Corinzi 12:15)




