Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù. (Filippesi 3:13-14)
Due uomini che hanno incontrato Gesù mentre erano in prigione parlavano con il pastore che li visitava. Il più giovane era scoraggiato perché la famiglia che aveva derubato non voleva perdonarlo. Ma il secondo aggiunse:
“Il mio crimine è stato violento e continua ad affliggere la famiglia colpita. Non mi hanno perdonato: il loro dolore è troppo grande. All’inizio il bisogno di ricevere il loro perdono mi bloccava”. Poi proseguì: “Ma non posso aspettarmi che la famiglia mi perdoni. Mi stavo concentrando su quello che credevo servisse a me, per sanare il mio passato ma poi ho capito di dover lasciare la cosa nelle mani di Dio”.
“Come riesci a convivere con il tuo rimorso?”, gli chiese il più giovane. L’altro spiegò che Gesù aveva fatto per lui qualcosa che non meritava, che gli uomini non possono fare.
Il Signore Gesù, infatti, è morto per i nostri peccati e ci ha fatto un’importante promessa: allontanare da noi le nostre colpe “Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe” (Salmo 103:12), aggiungendo: “Io, io, sono colui che per amore di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati” (Isaia 43:25).
Non farti inseguire dai sensi di colpa, lascia ogni cosa al Signore e accetta la Sua salvezza: getta alle spalle il tuo passato e corri verso la mèta della suprema vocazione in Cristo.




