Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità. (1 Timoteo 2:3-4)
Forse dirai: “non ho mai sentito la voce di Dio che mi chiama!”. Eppure Dio parla e lo fa in molti modi. Quando ti interroghi sul senso della tua vita, quando nei momenti salienti della tua esistenza rimani sbalordito di fronte al miracolo di una vita che nasce o sconvolto per la morte di una persona cara, non è forse Dio che ti rivolge i suoi appelli?
Anche nella solitudine Dio parla, o nella malattia quando ci si rende conto di quanto siamo piccoli e deboli, e che la morte può essere vicina.
Ma cosa ci vuol dire Dio? Prima di tutto che siamo peccatori perduti e che dobbiamo pentirci, e poi che Lui ha trovato la soluzione per non condannarci e darci la salvezza. E questa soluzione ha un nome: Gesù Cristo. Egli non percorre più i sentieri della Giudea e della Galilea, ma è vivente e presente nei nostri pensieri quando, con fede, leggiamo l’Evangelo.
Mentre era sulla terra, quelli che lo hanno incontrato hanno potuto udire le sue parole di grazia e constatare il suo amore per i poveri, i sofferenti, i piccoli fanciulli; hanno visto i suoi miracoli e ne hanno beneficiato, ma non l’hanno difeso quando è stato condannato a morte.
Un giorno, l’apostolo Pietro, in uno slancio di fede, ha detto: «Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna. (Giovanni 6:68)
Questa esperienza di Pietro puoi farla anche tu. Fa’ una preghiera al Signore e digli: “Signore Gesù, entra nel mio cuore”. Lui lo farà certamente e il tuo cuore diventerà nuovo e la tua cambierà.
Ho cancellato le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati come una nuvola; torna a me, perché io ti ho redento. (Isaia 44:22)



