Dio è nascosto?

Allora Mosè disse: «Deh, fammi vedere la tua gloria!». L’Eterno gli rispose: «Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il nome dell’Eterno davanti a te. Farò grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà». Disse ancora: «Tu non puoi vedere la mia faccia, perché nessun uomo mi può vedere e vivere». (Esodo 33:18-20)

Perché Dio non dà dei segni chiari della sua esistenza? Perché sembra che si nasconda?

Queste domande, che forse anche tu ti poni, le troviamo nella Bibbia già dai tempi antichi.

O Eterno, perché te ne stai lontano? Perché ti nascondi in tempi di avversità? (Salmi 10:1)

Perché nascondi il tuo volto e mi consideri come un tuo nemico? (Giobbe 13:24)

Il lettore abituale della Bibbia non dubita dell’esistenza di Dio, ma può soffrire del fatto di non poterlo vedere o toccare con mano ed aspira a conoscerlo da vicino. La verità è che Dio dà dei segnali della sua presenza, ma non si impone, perché si aspetta una risposta da parte nostra; desidera che noi andiamo verso di lui con fede.

La Bibbia testimonia che Dio è invisibile per le sue creature, è colui  che nessun uomo ha visto.

Disse ancora: «Tu non puoi vedere la mia faccia, perché nessun uomo mi può vedere e vivere». (Esodo 33:20)

Con le nostre forze non riusciremmo a scoprire chi è Dio. Egli si è fatto conoscere fin dal principio attraverso la creazione e con la sua Parola.

I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento dichiara l’opera delle sue mani. Un giorno proferisce parole all’altro, e una notte rivela conoscenza all’altra. Non hanno favella, né parole; la loro voce non s’ode; ma la loro armonia si diffonde per tutta la terra e il loro messaggio giunge fino all’estremità del mondo; nei cieli Dio ha posto una tenda per il sole; ed esso è come uno sposo che esce dalla sua camera di nozze; esulta come un prode che percorre la sua via. Esso sorge da una estremità dei cieli, e il suo giro giunge fino all’altra estremità; niente è nascosto al suo calore.

La legge dell’Eterno è perfetta, essa ristora l’anima; la testimonianza dell’Eterno è verace e rende savio il semplice. I precetti dell’Eterno sono giusti e rallegrano il cuore; il comandamento dell’Eterno è puro e illumina gli occhi. Il timore dell’Eterno è puro, rimane in eterno; i giudizi dell’Eterno sono verità, tutti quanti sono giusti; essi sono più desiderabili dell’oro, sì, più di molto oro finissimo; sono più dolci del miele, di quello che stilla dai favi. Anche il tuo servo è da essi istruito; vi è grande ricompensa ad osservarli. (Salmi 19:1-11)

Successivamente si è rivelato completamente con la venuta del suo Figlio Gesù Cristo.

Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l’universo. Egli, che è lo splendore della sua gloria e l’impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver egli stesso compiuto l’espiazione dei nostri peccati, si è posto a sedere alla destra della Maestà nell’alto dei cieli, ed è diventato tanto superiore agli angeli, quanto più eccellente del loro è il nome che egli ha ereditato. (Ebrei 1:1-4)

Lui solo può parlarci di Dio, poiché lui solo lo ha visto.

Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere. (Giovanni 1:18)

Il Dio invisibile si è resto visibile in Cristo fatto uomo.

Or Gesù gridò e disse: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato. E chi vede me, vede colui che mi ha mandato. (Giovanni 12:44-45)

Lo ha fatto per amore verso di noi. Poteva avvicinarsi a noi più di così? Egli ha donato il suo unico Figlio che è morto sulla croce per espiare i nostri peccati.

Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Romani 5:6-8)

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