Dio non è indifferente

Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: «Abba, Padre». Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio. (Romani 8:15-16)

Quelli che dicono papà o padre ad un uomo sono i suoi figli. E come parlano i figli al loro padre? Con grande semplicità, naturalezza, fiducia, amore. Parlano degli avvenimenti quotidiani, delle noie della giornata, delle speranze del domani, raccontano i loro progetti, chiedono consiglio e consenso. Se un figlio ha un padre indifferente, egli non racconterà nulla, tacerà.

Noi siamo i figli di Dio, un Padre che non è mai indiffirente, ma che ci ama e vuole ascoltare la sera, dalla nostra bocca, il racconto della nostra giornata, dei nostri incontri, dei nostri successi, delle nostre delusioni.

Vuole che gli confidiamo i nostri desideri, i nostri sforzi, le nostre speranze. A volte possiamo pensare: “Dio sa molto bene quello che ho fatto oggi, ciò che desidererei fare domani, non c’è alcuno bisogno di dirglielo”.

Ebbene, si! Come un padre, che spesso sa già quello che suo figlio gli racconterà, ma ascolta ugualmente con attenzione il racconto fiducioso del suo figlioletto, così il Signore vuole sentirci formulare semplicemente i nostri bisogni.

Non appena diventiamo complicati e cerchiamo delle belle espressioni preconfezionate, la nostra preghiera diventa fredda, non raggiunge più il Signore. Più siamo semplici, più siamo veri, più Dio è vicino a noi.

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