Discepoli che ascoltano

Il Signore, l’Eterno, mi ha dato la lingua dei discepoli perché sappia sostenere con la parola lo stanco; egli mi risveglia ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perché io ascolti come fanno i discepoli. Il Signore, l’Eterno, mi ha aperto l’orecchio e io non sono stato ribelle né mi sono tirato indietro. (Isaia 50:4-5)

La Parola di Dio è vitale, ma l’udito spirituale umano ha la sua importanza. Non tutti coloro che ascoltarono Gesù ritennero i Suoi insegnamenti. Capi e dottori religiosi erano tra questi, non per mancanza di cultura ma perché non disponibili ad riconoscere e accettare la divinità di Colui che parlava, né il messaggio che annunciava.

Invece, è quanto mai necessario manifestare l’attitudine del discepolo che ascolta per imparare e non per discutere, che si dispone all’insegnamento del Maestro con attenzione, desiderio e umiltà.

Il Signore sensibilizza il nostro orecchio, mentre noi lo tendiamo per ubbidire a quanto Egli dice. Il mondo religioso dà sempre più importanza a segni visibili, dimenticando che “la fede viene dall’udire”, non dal “vedere”.

Al suo antico popolo, Dio si rivolgeva dicendo: “Ascolta Israele …”. Il modo in cui esso seppe riporre le prescrizioni divine nel proprio cuore determinò la sua prosperità o la sua sventura.

Il Signore vuole parlarti del Suo grande amore, farti scoprire l’opera grande che ha compiuto per te. Vuoi darGli la giusta, fiduciosa attenzione?

Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. (Apocalisse 2:7)

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