Edificherò la mia chiesa

Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della parola, per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. (Efesini 5:25-27)

Nell’elenco telefonico della mia città, che non ha molti abitanti, trovo una dozzina di chiese diverse. Spesso sento dei cristiani che parlano della “loro” chiesa, anche se nei Vangeli leggo che “Gesù doveva morire … per riunire in uno i figli di Dio dispersi” (Giovanni 11:51,52).

Nelle loro Lettere, gli apostoli parlano di “chiese” alludendo a gruppi di credenti che si riuniscono in varie località; ma la parola “chiesa” (tradotta anche con assemblea) al singolare indica l’insieme di tutti i veri credenti. Quando il Signore ne annuncia la formazione, dice: “Edificherò la mia chiesa” (Matteo 16:18). All’inizio della sua storia, raccontata nel libro degli Atti, “tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune” (Atti 2:44).

Quali conclusioni si devono trarre? Senz’altro che le divisioni sono opera nostra; vi hanno contribuito l’allontanamento dell’insegnamento biblico e l’orgoglio umano, oltre all’opera di satana che cerca in tutti i modo di demolire quello che Dio costruisce.

Ma ciò che mi rallegra, è la certezza che Gesù edifica Egli stesso la Sua chiesa, e ne garantisce l’unità e l’avvenire. “Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei”, “la nutre e la cura teneramente”, “la santifica” (Efesini 25-29). E Lui che giorno dopo giorno aggiunge delle nuove “pietre viventi” (1 Pietro 2:5) a questo “edificio spirituale”. Lui conosce i veri credenti e ben presto verrà a portarli via da questo mondo per averli in cielo con Sé, per sempre (1 Tessalonicesi 4:16).

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