Una voce dice: «Grida!», e si risponde: «Che griderò?». «Grida che ogni carne è come l’erba, e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo. L’erba si secca, il fiore appassisce quando lo Spirito dell’Eterno vi soffia sopra; certo il popolo non è altro che erba. L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro DIO rimane in eterno». (Isaia 40:6-8)
Con una voce potente Dio ordina al profeta: “Grida!”. Il profeta gli domanda: “Che griderò?” Allora Dio gli dichiara che l’uomo non è che poca cosa: “Ogni carne è come l’erba e tutta la sua grazia è come il fiore del campo”.
Cosa meglio dell’erba descrive la natura effimera dell’uomo? L’erba, sotto il calore del sole, può seccare in meno di un’ora, o può essere falciata in un istante! Tutti gli uomini, senza alcuna eccezione, “ogni carne”, sono caratterizzati da una fragilità eterna.
“Tutta la sua grazia è come il fiore del campo”. Per bello che possa essere un fiore in breve tempo appassisce e scompare; allo stesso modo l’uomo passa, con tutto il suo orgoglio e la sua vanagloria.
L’erba si secca, il fiore appassisce”. Come il vento toglie la vita alle piane seccandole, così è sufficiente che arrivi una malattia o una disgrazia, e la vita dell’uomo cambia radicalmente. Dio, che dona la vita con il suo “soffio” o “alito vitale” (Genesi 2:7), sarà anche il giudice di quella vita.
“Certo il popolo è come l’erba”. Noi, da soli, siamo fragili; e anche se ci mettessimo tutti insieme lo saremmo comunque, perché questa constatazione riguarda tutta l’umanità. Ma le parole che seguono sono consolanti: “La parola del nostro Dio dura per sempre”.
Noi, che non siamo nulla davanti a Dio, non possiamo fare altro che accettare il suo giusto giudizio; ma la sua Parola, che dimora in eterno, ci indica la via del pentimento che porta alla vita. Siamo tutti effimeri, ma il cammino della fede ci porta verso un’eternità di felicità anziché di tormento.



