Egli ha pagato per me

E pensi forse, o uomo che giudichi coloro che fanno tali cose e tu pure le fai, di scampare al giudizio di Dio? (Romani 2:3)

Quel giorno il treno era quasi vuoto: eravamo in due nello scompartimento. Il mio compagno di viaggio aveva una certa età. Era ben pettinato, vestito in modo accurato, e aveva un colorito bruno. Come me, anch’egli leggeva, ma il suo libro era scritto in arabo.

Appena posai il mio libro, egli mi chiese educatamente: “Signore, cosa legge?”

– Leggo la Bibbia, poiché sono un credente cristiano. – Anch’io sono un credente, sono musulmano”.

Mi pose allora molte domande sui vari aspetti della fede cristiani e giungemmo a parlare di giudizio. Anch’egli, come me, pensava che Dio, nella sua perfetta giustizia, avrebbe giudicato la vita di ogni uomo. Allora gli chiesi:

“Che cosa dirà quando comparirà davanti al trono di Dio?”

Guardando in basso, egli rispose con grande serietà:

“Io supplico Dio ogni giorno affinché mi faccia misericordia”. Poi alzò la testa e, guardandomi negli occhi, aggiunse: “Quasi ad ogni istante lo supplico di avere pietà di me! Ma lei, invece, cosa dirà?

– Io, risposi dolcemente, ma con grande gioia – non ho paura, ho la soluzione. In quel giorno dirò che riconosco di aver fatto del male, ma che Gesù Cristo ha pagato per me sulla croce”.

La conversazione si concluse così, ma al momento di separarci potei aggiungere:

“Se lei teme il giudizio, pensi alla soluzione che offre l’Evangelo, pensi alla grazia di Gesù Cristo!”

Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d’uomo, e non è servito dalle mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il fiato e ogni cosa; or egli ha tratto da uno solo tutte le stirpi degli uomini, perché abitassero sopra tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche prestabilite e i confini della loro abitazione, affinché cercassero il Signore, se mai riuscissero a trovarlo come a tastoni, benché egli non sia lontano da ognuno di noi. Poiché in lui viviamo, ci muoviamo e siamo, come persino alcuni dei vostri poeti hanno detto: “Poiché siamo anche sua progenie”.

Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo stimare che la deità sia simile all’oro o all’argento o alla pietra o alla scultura d’arte e d’invenzione umana. Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti». (Atti 17:24-31)

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