Essere Chiesa

Or, nella chiesa di Antiochia, vi erano profeti e dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, allevato assieme a Erode il tetrarca, e Saulo. Or, mentre celebravano il servizio al Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». (Atti 13:1-2)

Possiamo trarre preziosi insegnamenti dal modo in cui quei primi credenti realizzavano di essere la Chiesa del Signore.

Essere Chiesa implica unione: la comunità di Antiochia era composta da gente di ogni etnia ed estrazione sociale, ma tutti erano concordi nel consacrarsi a Dio. Non importa da dove veniamo o la cultura che abbiamo: quello che ci unisce è la nuova vita in Gesù, vissuta nel superamento delle proprie tendenze egoistiche.

Essere Chiesa implica la preghiera: la loro unione era finalizzata all’adorazione di Dio; la preghiera comunitaria aveva, nei loro culti, un ruolo predominante. Pregando, diventavano un solo “corpo” che lodava Dio; nella supplica e nell’intercessione assistettero alle risposte di Dio e alle potenti manifestazioni dello Spirito Santo.

Essere Chiesa implica la missione: Antiochia non era un adunanza chiusa nella propria contemplazione mistica, ma divenne un centro per la diffusione dell’Evangelo in tutta l’Asia Minore. Da lì partirono missionari per ogni luogo, sostenuti da preghiere e dagli aiuti dei credenti.

Questa comunità cristiana può rappresentare per noi un valido modello: imitiamola nell’amore, nella preghiera e nell’azione.

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