Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà. (Giovanni 12:26)
Seguire Gesù dà appagamento alla nostra anima; ma è pur vero che non è sempre facile essere suoi discepoli. Nei vangeli è scritto che alcuni gli dissero: “Signore noi ti seguiremo dovunque andrai”. Sappiamo però che questi disattesero la chiamata.
Eppure, Gesù quando venne in terra fu unto di Spirito e di potenza, e andava attorno facendo del bene senza nessun tipo di tornaconto e senza mai lamentarsi. Il suo cuore era pieno di compassione, ed Egli soccorreva senza distinzione tutti quelli che ricorrevano a Lui,
Poiché noi, attraverso la Parola di Dio, siamo invitati a camminare nel modo che Egli camminò, nessun sacrificio ci dovrebbe sembrare troppo gravoso. Tuttavia però, molto spesso è solo un piccolo incomodo o qualche circostanza poco piacevole a distoglierci dal servizio per il Signore.
Chiediamo a Gesù di donare a noi lo stesso spirito che animò Epafrodito, che per l’opera di Cristo mise a rischio la propria vita e fu vicino alla morte.
Accoglietelo dunque nel Signore con ogni gioia e abbiate stima di uomini simili; perché è per l’opera di Cristo che egli è stato molto vicino alla morte, avendo rischiato la propria vita per supplire ai servizi che non potevate rendermi voi stessi. (Filippesi 2:29-30)
Se Gesù fu pronto a farsi inchiodare per noi sulla croce, non dovremmo noi dal canto nostro essere pronti a farci legare in qualche servizio per Lui?
Oggi se l’opera del Signore soffre, non è tanto per le nostre limitate possibilità, bensì per la nostra scarsa disponibilità.
S.N.C




