Fino a quando?

Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando tentennerete fra due opinioni? Se l’Eterno è DIO, seguitelo; ma se invece lo è Baal, seguite lui». Il popolo non rispose parola. (1 Re 18:21)

Dio aveva colpito il suo popolo con una catastrofe naturale. Da tre anni e mezzo non era più piovuto. La carestia era disastrosa. Ne capirono il motivo?

Circa cinquant’anni prima, re Salomone, inaugurando il tempio a Gerusalemme, aveva profetizzato:

Quando il cielo sarà chiuso e non vi sarà pioggia perché hanno peccato contro di te, se essi pregano rivolti a questo luogo, se lodano il tuo nome e si convertono dal loro peccato perché li hai afflitti, tu ascolta dal cielo, perdona il peccato dei tuoi servi e del tuo popolo Israele, insegnando loro la buona strada per la quale devono camminare, e manda la pioggia sulla terra che hai dato in eredità al tuo popolo. (1 Re 8:35-36)

Ed erano arrivati a quel punto. Sul monte Carmelo c’era una contesa pubblica tra Dio e Baal, tra Elia, l’unico profeta del vero Dio, ed i 450 profeti di Baal.

Il popolo aveva ancora la possibilità di tornare a Dio, ma era indeciso. Con chi dobbiamo stare? Elia annunzia la salvezza di Dio, e quella non volevano perderla, poiché per loro era chiaro chi fosse Dio. Ma lì c’era il re Acab con i suoi profeti di Baal. Dovevano opporsi alla sua dominazione? Guai a chi si fosse ribellato!

Elia continuava a parlare solo di confessione, pentimento, giudizio! Ma la domanda d’Elia interrompe la loro esitazione: “Fino a quando zoppicherete dai due lati?” Le sue parole tradiscono impazienza. E’ Dio che, per mezzo di lui, chiama al pentimento.

Allora, Dio non è paziente? Certo che lo è! Però farlo aspettare perché è paziente significa deriderlo.

E ricordate che la pazienza del nostro Signore è in funzione della salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; e questo egli fa in tutte le sue epistole, in cui parla di queste cose. In esse vi sono alcune cose difficili da comprendere, che gli uomini ignoranti ed instabili torcono, come fanno con le altre Scritture, a loro propria perdizione. (2 Pietro 3:15-16)

Dio è paziente, perché gli uomini abbiano la possibilità di tornare a lui, ma non perché ritardino la loro decisione. Se qualcuno è perduto, non è perché Dio non abbia aspettato abbastanza a lungo, ma perché lui stesso non ha voluto accettarlo.

Siamo coscienti di questa responsabilità?

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