Fuori dal porcile

Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal fango della palude, ha stabilito i miei piedi su una roccia e ha reso saldi i miei passi. (Salmi 40:2)

C’era un cattivo odoro e si sentiva tutto il giorno un grugnito insopportabile; nessuno ci sarebbe rimasto, ma ci abitavano parecchi contadini.

Ad un certo punto, i suoi occhi si soffermarono su un qualcosa che si muoveva tra i maialini. Quando si avvicinò, con grande sorpresa vide che era una bimba, tutta sporca e con un visino bellissimo, ma triste. Le chiese come mai i suoi genitori le permettessero di stare lì. La bimba disse che non aveva più i genitori e che i contadini ogni tanto le davano da mangiare, ma nessuno l’aveva presa con sé.

Si sentì veramente male, ma allo stesso tempo arrabbiata conto le istituzioni. Di scatto, come per istinto, prese in braccio la bimba e la portò con sé, dandole una casa, una famiglia, ma soprattutto una avvenire fuori dal porcile.

Da molto tempo i porcili abbondano nelle nostre città, ma non sono gli ambienti caratteristici delle fattorie. Si tratta di ambienti sporchi, ostili, amorali e invivibili. Forse ti starai chiedendo: ma dove?

Una casa di tolleranza è un porcile, una taverna dove ogni giorno molte persone affogano il proprio dolore nell’alcool è un porcile, una casa nella quale vive la violenza e la miseria è un porcile, e così via … Ci sono moltissimi luoghi in cui l’immoralità e la sporcizia divampano e noi ci comportiamo spesso come le istituzioni: con indifferenza.

C’è però qualcuno che può tirarci fuori dal pantano e cambiare questi porcili in luoghi di benedizione. Il suo nome è Cristo! Lascia che ti prenda tra le Sue braccia e che ti porti in un luogo pulito e sicuro: il Suo regno.

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