Poi il servo disse: “Signore, si è fatto come hai comandato e c’è ancora posto”. (Luca 14:22)
Nei modi più svariati e attraverso molte parabole, Gesù cercò di illustrare ai suoi contemporanei la realtà del Regno dei Cieli. In quella del gran convito, Gesù descrive Suo Padre come un padrone di casa che invia il suo servo, a destra e a manca, per distribuire gli inviti alla sua cena. Con le scuse più disparate, molti furono quelli che rifiutarono di partecipare al gran convito. Di fronte al rifiuto degli invitati, il padrone si sdegna.
Ciononostante, quest’ultimo continua ad esortare il suo servo e recarsi dappertutto a distribuire inviti. Suo unico scopo e desiderio è vedere piena la sala del convito …
Due aspetti mi colpiscono in questa storia. Il primo è l’atteggiamento del padrone di casa, figura di Dio, che a tutti i costi desidera che la sala del gran convito sia piena, fino al punto da inviare i suoi servi ad invitare “i mendicanti, i mutilati, gli zoppi e i ciechi” (Luca 14:21) e di “costringerli ad entrare” (14:23).
Il secondo è questo ineguagliabile servitore, figura della Chiesa che, per compiacere il suo Signore, ha percorso tanta strada, ha faticato, sofferto, sopportano ingiurie, calunnie e rifiuti. Ciononostante, quando presenta al padrona il suo resoconto, essa esclama: “E’ stato fatto come ai comandato, ma c’è ancora posto” (Luca 14:22)
M.A.




