Il grande termine di paragone

La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. (Giovanni 1:9)

Come in fondo a una vallata prima dell’alba, l’umanità è sprofondata nell’oscurità della violenza e della corruzione. Quando Cristo è venuto sulla terra, ha messo in evidenza con la sua luce perfetta lo stato reale dell’umanità.

La sua umiltà, la dolcezza, la dedizione, la pazienza, la sincerità, il suo dimenticare se stesso per venire in aiuto agli altri, sono stati come dei raggi di luce divina, proiettati sul nostro mondo e su ciascuno di noi, ed hanno messo in evidenza il nostro orgoglio, l’egoismo, la durezza di cuore, l’ipocrisia.

Siamo tutti capaci di distinguere cose contrastanti tra loro, ma per farlo abbiamo bisogno di un elemento di paragone. Il male lo si distingue confrontandolo col bene, la menzogna con la verità, l’odio con l’amore.

Cristo è venuto per essere il punto di riferimento con cui confrontarsi. Egli ha messo in luce, condannandola, la nostra tendenza a fare il male; ma nello stesso tempo, quella stessa luce indica la via della salvezza a chi si riconosce peccatore e colpevole. Chi crede in Lui è chiamato ad imitarlo, diventando a suo volta, una luce in questo mondo nel buio.

Un credente onesto, in mezzo a gente disonesta, soddisfatto in mezza a gente scontenta, serio in mezzo a persone immorali, è come un proiettore che illumina il lato più oscuro della natura umana.

E’ un ruolo scomodo, che attira il disprezzo di coloro che si sentono giudicati. E’ per questo che la luce dei credenti, che è come una luce riflessa dal cielo, dev’essere accompagnata dall’amore, proprio come è stato nel Signore, nel quale hanno brillato l’amore e la luce, la grazia e la verità.

Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. (Matteo 5:14-15)

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