Il perfetto servitore di Dio

Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi le sottomettono al loro dominio. Ma non è così tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo, sarà vostro servo; appunto come il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti». (Matteo 20:25-28)

Gesù Cristo è stato il perfetto servitore di Dio. Egli ha preso volontariamente questo posto, con una dedizione perfetta. Mentre era in terra, il Signore serviva sia il Padre sia noi.

Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori; perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. (Giovanni 6:37-38)

Gli uomini cercano spesso di farsi servire, ma Lui ha dimostrato il vero amore, quello che si compiace nel serivire gli altri.

Perché, chi è più grande, colui che è a tavola oppure colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve. (Luca 22:27)

Ma il nostro Signore non è venuto solo per servire; è venuto per dare la Sua vita “come prezzo di riscatto per molti” (Matteo 20:28). Senza la Sua morte, a cui ha volontariamente acconsentito, avrebbe potuto fare ritorno al cielo, ma vi sarebbe rimasto solo. E’ il significato di questa parabola del Vangelo:

In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. (Giovanni 12:24)

L’amore che aveva per gli altri uomini e il desiderio di averli con Sé per l’eternità l’hanno spinto a sacrificare la Sua vita per loro. Egli ha così espiato i peccati di tutti coloro che credono, e li ha messi in grado di condividere la Sua gloria celeste.

I riscattati del Signore non possono che adorare contemplando una tale dedizione, mentre aspettano il giorno annunciato dell’autore del Salmo 126: “Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere,
ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni” (Samlo 126:6).

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