Il ponte sull’estuario del fiume

Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Siamo nella notte fra il 28 e il 29 dicembre del 1879. Nella regione di Dundee, sulla costa scozzese, si scatena una tempesta. La marea è alta e le onde s’infrangono con violenza contro i piloni di ferro che sostengono il ponte della ferrovia sopra l’estuario del fiume Tay.

Da lontano si sente il rumore dell’espresso che proviene da Londra. Il convoglio rallenta prima del ponte, ma il macchinista spera che sia abbastanza solido da resistere alla duplice forza del mare in burrasca e del peso del treno. E poi i passeggeri hanno fretta di arrivare, Così dà vapore alla locomotiva, il treno riparte … ed è la catastrofe. In pochi secondi non ci sono più né il ponte né il treno!

Tutti avevano pensato che il ponte fosse solido, ma si sbagliavano e sono tutti morti, sia il macchinista sia quelli che si erano affidati a lui.

Al termine del viaggio della vita molte persone desiderano arrivare al cielo, ma mettono la loro fiducia in conduttori che li portano su un ponte ancora più precario di quello sul fiume Tay. Dicono: “Ho udito un celebre oratore affermare che alla fine della vita si può contare sul buon Dio”. Oppure: “Dio mi accoglierà perché sono stato battezzato e ho sempre fatto del mio meglio”. Oppure: “Speriamo bene … “!

Non accontentarti di una vaga speranza; è troppo pericoloso. Metti la tua fiducia soltanto in Gesù Cristo.

In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati. (Atti 4:12)

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