Il problema del dolore

In uno studio molto serio sui trattamenti che sopprimono il dolore, l’autore afferma che un motivo di esitazione ad accettarli da parte dei malati o dei famigliari è il fatto che si crede che il dolore sia “meritorio”. Da qui a considerare il cristianesimo responsabile di questo errato modo di vedere non c’è che un passo.

Per quanto siano intense, anche se sopportate con molta sottomissione e pazienza, non espiano alcuno peccato. Solo le sofferenze che Gesù ha sopportato alla croce durante le tre ore di tenebre, e perché seguite dalla sua morte, possono cancellare i peccati.

Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti. (1 Pietro 2:24)

E’ allora che Lui ha pagato il prezzo del nostro riscatto subendo, in quel momento, l’abbandono e il giudizio di Dio, che noi avremmo dovuto subire per l’eternità.

Le sofferenze che il Signore Gesù ha subito durante la sua vita prima della crocifissione erano necessarie, ma non potevano cancellare alcun peccato. Esse hanno dimostrato la perfezione della sua persona. Di modo che, quando l’ora della crocifissione è arrivata, il Signore aveva dimostrato di essere veramente l’Agnello senza difetto e senza macchia il cui sangue avrebbe riscattato tutti quelli che avrebbero confidato in lui.

E se invocate come Padre colui che senza favoritismi di persona giudica secondo l’opera di ciascuno, conducetevi con timore per tutto il tempo del vostro pellegrinaggio, sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia, preconosciuto prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, che per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e speranza fossero in Dio. (1 Pietro 1:17-21)

La nostra sofferenza dunque non è mai meritoria, le nostre buone opere nemmeno, le nostre penitenze o i pellegrinaggi che possiamo fare neppure. Soltanto il sacrificio di Cristo espia le colpe di quelli che hanno messo la loro fiducia in Lui.

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