Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità. (1 Corinzi 15:51-53)
Conosci degli uomini che abbiano lasciato questo mondo senza passare attraverso la morte? Uno è il patriarca Enoc, l’altro il profeta Elia, che è salito al cielo in un carro di fuoco.
Il primo si distingue nella lista dei discendenti di Adamo (Genesi cap. 5), lista punteggiata dalla frase: “poi morì… poi morì”, perché di lui, settimo discendente, è scritto:
Dopo aver generato Methuselah, Enoc camminò con DIO trecento anni e generò figli e figlie. Così tutto il tempo che Enoc visse fu di trecentosessantacinque anni. Or Enoc camminò con DIO; poi non fu più trovato, perché DIO lo prese. (Genesi 5:22-24)
Perché quest’eccezione? Per mostrarci che Dio ricompensa la fede, e perché il rapimento di Enoc annuncia, con secoli di anticipo, il rapimento dei credenti.
Come Enoc è stato preservato dal diluvio, così i credenti saranno rapiti prima delle terribili sciagure che avverranno sulla terra. Come i credenti di Tessalonica, anche noi aspettiamo dal cielo Gesù, il Figlio di Dio.
Infatti non solo la parola del Signore è tramite voi risuonata nella Macedonia e nell’Acaia, ma anche la vostra fede che avete verso Dio si è divulgata in ogni luogo, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne, poiché essi stessi raccontano di noi, quale sia stata la nostra venuta tra voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire al Dio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire. (1 Tessalonicesi 1:8-10)
Ci avviciniamo al momento in cui, in un batter d’occhio, tutti i credenti insieme andranno ad incontrare il Signore, come strappati dalla terra da una potente calamita.
I primi ad essere tolti via dalla terra saranno coloro che si sono “addormentati in Cristo”, i quali risusciteranno con dei corpi nuovi, poi sarà la volta dei credenti ancora viventi, i cui corpi verranno trasformati, adatti al cielo, resi gloriosi come quello del Signore dopo la sua risurrezione.
Attendere questo avvenimento improvviso e meraviglioso comporta la necessità di prepararsi credendo in lui, e rendendo testimonianza: il Signore viene!
Siamo pronti al grande incontro? Abbiamo, per la fede, il perdono di Dio? Abbiamo fatto ordine nella nostra vita?



