Il vero Pastore

Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che anche tu non sia tentato. (Galati 6:1)

Era una giornata di sole ed Enzo disponeva di un po’ di tempo libero. Decise di trascorrerlo lontano dai rumori. Prese l’auto e si avviò verso un sentiero di campagna sul quale s’incamminò. Il monte era tappezzato d’erba minuta e di piccoli fiori; v’era il soffio della brezza e soprattutto quiete. Enzo pensava di essere solo, o perlomeno solo con Gesù, suo inseparabile compagno, quando si udirono tintinnare molte campanelle: c’erano due pastori con un numeroso gregge di mucche, pecore e capre.

Il tempo scorreva dolcemente e dopo un po’ Enzo ebbe fame. Si sedette su un grosso masso e si mise a mangiare dei panini. I cani dei pastori lo osservavano desiderosi, così ogni tanto dava loro un pezzetto di pane. Tra essi c’era un cucciolo di cane lupo che dapprima mostrò diffidenza rifiutando il cibo, ma pian piano si avvicinò tanto da accettare non solo il pane, ma anche le carezze del giovane. Arrivò a frugare nello zaino dov’erano i panini dimenticando completamente il padrone che era ormai abbastanza lontano. L’odore del cibo era, per il piccolo cucciolo, un richiamo forte e difficile da lasciare.

Il cane era ancora vicino ad Enzo ed egli pensò bene di gridare in direzione del pastore per avvertirlo che il cane non voleva più saperne di lui: si sbagliava. Bastò un fischio del pastore per far drizzare le orecchie al cane che, dopo un attimo di esitazione, si mise ad abbaiare correndo verso il resto del gruppo e soprattutto in direzione del suo padrone. Una volta giù, infatti, saltava gioioso intorno al pastore come se volesse saltargli in braccio.

A volte, anche noi siamo come quel piccolo cane. Il diavolo c’invita, ci gira intorno con insistenza e noi facciamo gli indifferenti, ma quante volte finiamo per accettare le lusinghe dimenticando il nostro “padrone”. La pazienza e l’amore, però, del Buon Pastore sono grandi! Egli ci richiama e la sua voce giunge profondamente nel nostro cuore. Le sue braccia saranno il nostro rifugio, il nostro sostegno, la guida e la sicurezza per le nostre vie e per le nostre anime.

Come un pastore, egli pascerà il suo gregge: raccoglierà gli agnelli in braccio, li porterà sul petto, condurrà le pecore che allattano. (Isaia 40:11)

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