Ingoranza pericolosa

O Eterno, fammi conoscere la mia fine e quale sia la misura dei miei giorni; fa’ che io sappia quanto sono fragile. (Salmi 39:4)

Sul muro di una vecchia fattoria situata in un altopiano delle Alpi francesi, si può ancora leggere la data, 1828, seguita da un’iscrizione che tradotta, suona così:

“Sono vivo… ma non so per quanto tempo ancora.
Morirò… ma non so quando.
Sono in viaggio… ma non so dove vado.
Mi stupisco di essere così allegro”.

Le due prime dichiarazioni non ci sorprendono, tutti potremmo dire la stessa cosa. La terza è più inquietante: viaggiare senza sapere dove si va, senza conoscere dove porta la strada che si segue, è una condotta irresponsabile, poiché Dio ci ha detto quali sono gli sbocchi della vita.

Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio. (Salmi 90:12)

Il destino del credente dopo la morte è di essere con Cristo, in una felicità senza turbamento.

Ma non so se il vivere nella carne sia per me un lavoro fruttuoso, né posso dire che cosa dovrei scegliere, perché sono stretto da due lati: avendo il desiderio di partire da questa tenda e di essere con Cristo, il che mi sarebbe di gran lunga migliore, ma il rimanere nella carne è più necessario per voi. (Filippesi 1:22-24)

La Bibbia ci mostra con una chiara immagine quale è il destino dell’incredulo, lontano da Dio, nei tormenti.

Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda». (Apocalisse 21:8)

Si capisce quindi che l’autore di questa iscrizione si stupisca di essere allegro nonostante tale ignoranza. Ma lo stupore non salva. Bisogna cercare la via della salvezza e avere fin d’ora la certezza di andare con Gesù dopo la morte.

Solo Dio può dare questa certezza. Ascolta ciò che Gesù dice a Tommaso:

Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Sottomettetevi al Figlio, perché non si adiri e non periate per via, perché la sua ira può accendersi in un momento. Beati tutti coloro che si rifugiano in lui. (Salmi 2:12)

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