Ecco, io vengo presto; beato chi custodisce le parole della profezia di questo libro. (Apocalisse 22:7)
Annunciando ai discepoli la sua partenza imminente verso la “casa del Padre”, Gesù aggiunse:
E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi. (Giovanni 14:3)
Nei secoli, questa verità è stata dimenticata, forse perché sembrava impossibile che Gesù potesse risuscitare dei corpi ridotti in polvere, o che potesse dare ai viventi dei corpi gloriosi. Ma chi siamo noi per limitare la potenza di Dio? Colui che dal nulla ha creato l’universo, non può portare in cielo dei corpi risuscitati o trasformati?
Il rapimento del patriarca Enoc è la prima testimonianza di questo grande mistero; nessun evento aveva preannunciato la data in cui sarebbe stato preso da Dio, nulla di particolare aveva preceduto quel momento. Enoc fu cercato, così come, molti secoli dopo, il profeta Elia anch’egli rapito in cielo venne cercato dai suoi discepoli, ma né l’uno né l’altro furono mai trovati.
Per fede Enok fu trasferito in cielo perché non vedesse la morte, e non fu più trovato perché Dio lo aveva trasferito; prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio. (Ebrei 11:5)
Ma essi insistettero tanto con lui che egli ne fu confuso e disse: «Mandateli». Allora essi mandarono cinquanta uomini che cercarono Elia per tre giorni, ma non lo trovarono. (2 Re 2:17)
Il rapimento della chiesa è molto vicino. Non dobbiamo attendere chissà quale segno premonitore, e nemmeno preoccuparci di come avverrà; ci basta sapere che, come è scritto nella Parola di Dio, “il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore.” (1Tessalonicesi 4:16-17)


