La certezza della salvezza

Quella notte io passerò per il paese d’Egitto, colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, tanto degli uomini quanto degli animali, e farò giustizia di tutti gli dèi d’Egitto. Io sono il SIGNORE. (Esodo 12:12)

Oggi, voglio riportarti una storia letta tempo fa, che permette di spiegare meglio cosa il Signore ci dice riguardo alla certezza della salvezza. Facciamo una visita immaginaria a due famiglie che ai tempi di Mosè aspettavano che passasse la notte in cui l’angelo dell’Eterno avrebbe percosse i primogeniti umani e animali, all’ennesimo rifiuto del faraone, di far uscire il popolo d’Israele dai confini egiziani.

Nella prima famiglia tutti tremano di paura. Chiediamo loro: “Perché tanta paura?, “Perché”, risponde il figlio maggiore, “l’angelo della morte percuote tutto il paese ed io non so come me la caverò in quel terribile momento. Quando l’angelo distruttore sarà passato davanti alla nostra casa, e la notte spaventosa del giudizio sarà finita, solo allora saprò di certo se sarò salvo. Fino a quel momento non possiamo sentirci sicuri. Nella casa vicina si dicono tranquilli di essere salvati, ma noi crediamo che sia soltanto una grande presunzione. Tutto quello che possiamo fare, in questa lunga e terribile notte, è sperare che tutto vada bene!”

Allora noi replichiamo: “Ma l’Iddio d’Israele non ha provveduto un mezzo di salvezza per il suo popolo?” “Sì, e noi l’abbiamo fatto. Abbiamo fatto quello che ci è stato comandato. Il sangue dell’agnello di un anno, senza difetto né macchia, l’abbiamo spruzzato sull’architrave e sugli stipiti della porta; ma con tutto ciò non siamo sicuri di scampare al giudizio dell’Eterno”.

Lasciamo ora questi poveri israeliti, e rechiamoci a casa dei vicini.

L’atmosfera è completamente tranquilla ed emana pace. Stanno mangiando l’agnello arrostito ed aspettano l’ordine di Dio di lasciare la terra d’Egitto. Chiediamo loro: “Avete dimenticato che questa è la notte del giudizio?”. “Lo sappiamo, ma il nostro primogenito è salvo perché il sangue è stato spruzzato sulla nostra porta nel modo prescritto da Dio”. Si continua a chiedere loro come spiegano il comportamento ansioso dei vicini. Risponde con fermezza il primo figlio: “Noi abbiamo la Parola del Signore. Egli ha detto che quando vedrà il sangue passerà oltre, senza colpire, e noi ci crediamo perché abbiamo ricevuto la Sua Parola nei nostri cuori!”.

Sappiamo tutti benissimo come finisce la storia del popolo d’Israele: tutti i loro primogeniti furono risparmiati, e in più furono liberati dalla schiavitù degli egiziani attraversando miracolosamente il Mar Rosso.

La salvezza appartiene all’Eterno; la tua benedizione sia sul tuo popolo. (Salmi 3:8)

In quale delle due case si stava più al sicuro? Nella prima casa, dove l’ansia e il turbamento assalivano i cuori di quei cari, o nella seconda, dove al contrario regnavano la pace e la tranquillità? Ebbene la salvezza regnava in egual modo in entrambe le case. La differenza era il sentimento con il quale vivevano questa esperienza. Sicuramente la seconda famiglia godeva maggiormente della gioia e della serenità che il Signore dona incondizionatamente ai Suoi figli.

Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio. (1 Giovanni 5:13)

Gesù ha sparso una volta per sempre il Suo sangue affinché possiamo godere della salvezza eterna. Ci ha lasciato la Sua Parola perché imparassimo a conoscere la Sua volontà e a metterla in pratica. Il nostro compito è seguire le Sue indicazioni, essere Suoi imitatori ed accettare per fede la vita eterna che ci viene offerta.

Non sono dunque i nostri sentimenti a darci la sicurezza d’essere salvati, ma è quello che Dio stesso dice. Se vuoi essere sicuro della tua benedizione, non ascoltare l’instabile testimonianza dei tuoi sentimenti interiori, ma ascolta la testimonianza dell’infallibile Parola di Dio.

In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha vita eterna. (Giovanni 6:47)

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